Ritornare all’armonia del respiro: diaframma bloccato in medicina cinese

Il diaframma, spesso trascurato ma cruciale per la nostra salute, è il principale muscolo coinvolto nella respirazione. E’ costituito da una cupola muscolare che separa la cavità toracica (dove si trovano cuore e polmoni) da quella addominale, sede invece degli organi digestivi. Quando inspiriamo il diaframma si contrae e si appiattisce spingendo verso il basso, aumentando lo spazio nella cavità toracica e la distensione dell’addome; durante l’espirazione invece, il muscolo diaframmatico si rilassa tornando alla sua forma originale, mentre altri muscoli respiratori e intercostali si contraggono per espellere l’aria dai polmoni.
Seppur indirettamente, il diaframma può influenzare la digestione e la peristalsi, è coinvolto nella circolazione dei liquidi facilitando il ritorno venoso-linfatico e ha un ruolo strutturale nella nostra postura, dovuto alla sua connessione con la dodicesima vertebra toracica (T12) e alle vertebre lombari L1 e L2 tramite legamenti e al suo legame funzionale con il muscolo psoas. 
…Mica poco, no?

Anche secondo la medicina cinese il diaframma ricopre un ruolo basilare per la corretta funzione del nostro organismo. Innanzitutto esso separa e unisce l’alto dal basso ed è così un’importantissima via di passaggio che armonizza il nostro corpo: ha un ruolo chiave nel regolare il flusso energetico tra la parte superiore ed inferiore. E’ inoltre attraversato dai canali principali e da quelli tendino muscolari (i canali sono i luoghi di scorrimento del Qi, dell’energia), questi infatti si intersecano e si scambiano proprio a livello del diaframma. Per permettere questo scambio però, il diaframma deve mantenersi ‘neutro’, libero nel suo movimento e nel suo ritmo affinché energia e sangue possano scorrere armoniosamente.

Premesso questo, possiamo più facilmente comprendere come il nostro respiro – e quindi il funzionamento del muscolo diaframmatico – sia alla base del nostro benessere. Una restrizione del respiro porta anche ad una restrizione del diaframma, causando un rallentamento e una stasi nello scorrimento del Qi. Molto spesso, senza nemmeno che ce ne accorgiamo, manteniamo il diaframma contratto e riduciamo al minimo il respiro; questo blocco, in assenza di patologie respiratorie, è legato a stati emotivi e a stress.

Le nostre routine frenetiche e i ritmi malsani che questa società ci chiede di rincorrere portano inevitabilmente ad un blocco del respiro. Ancestralmente, questa sarebbe stata un risposta di adattamento ad uno stress improvviso: in una condizione di tensione (come durante una fuga, ad esempio), il nostro corpo si prepara ad eseguire uno slancio facendo in modo che i muscoli si irrigidiscano così da potenziarsi per partire nello scatto. Ancora oggi quindi, in condizioni di stress, tendiamo ad un irrigidimento della muscolatura, inclusa quella diaframmatica.

Il ruolo delle emozioni

Il funzionamento del diaframma in medicina cinese è condizionato perciò anche dalle emozioni: esse infatti influenzano lo scorrimento dell’energia provocandone blocchi o rallentamenti che si ripercuotono anche a livello diaframmatico. In particolare, la rabbia, che in medicina cinese è associata al Fegato, provoca un blocco del flusso del Qi e del sangue che agisce, come conseguenza, anche sul diaframma. La tristezza invece, legata all’organo Polmone, rallenta e condensa la circolazione dell’energia portando il respiro a farsi più corto e piccolo e a ridurre il movimento diaframmatico. La preoccupazione e la rimuginazione, legate al sistema della Milza e dello Stomaco, in medicina cinese si dice che “annodano il Qi”: provocano una stasi, un rallentamento e ingorgo dell’energia che, a lungo andare nel tempo, si trasformerò in umidità. Il diaframma dunque, trovandosi in una posizione centrale nel corpo e essendo attraversato dalla maggior parte dei canali energetici è inevitabilmente influenzato dalla qualità del flusso dell’energia. Le emozioni intense influenzano il modo in cui respiriamo causando tensioni o blocchi nel diaframma. Per questo motivo è molto importante porre attenzione al nostro respiro, fare attenzione a come respiriamo, a quante volte rimaniamo col fiato sospeso, ed essere consapevoli di questo movimento che influenza davvero tanto il nostro organismo.

Cosa posso fare per sbloccare il mio diaframma?

Innanzitutto, la premessa fondamentale per raggiungere il proprio benessere e iniziare a stare meglio, è accorgersi dei disequilibri; in questo caso dunque il primo passo imprescindibile è la consapevolezza del proprio respiro. Riesce a scendere fino all’ombelico senza sforzo o rimane bloccato nel petto? Durante la giornata mi accorgo del mio respiro? Iniziamo col concederci dei momenti di respirazione attiva e consapevole: l’aria entra dal naso e lascio che scenda in maniera naturale, senza sforzo, semplicemente osservando fin dove arriva, per poi sgonfiare l’addome e lasciar andare l’espirazione. Posso osservare questo movimento semplice ma alla base della nostra vita, posso ascoltare cosa mi porta: sospiri, sbadigli, una sensazione di disagio, o di rilassatezza, emozioni in superficie. Cerchiamo di rimanere in ascolto senza giudicare nulla. Sono questi i presupposti anche del Tai Chi e del Qi Gong, due discipline appartenenti alla medicina cinese che hanno un’azione molto importante e positiva sulla regolazione del respiro, come tutte le altre tecniche di meditazione. Il massaggio cinese tradizionale, il Tuina, prevede tra le sue molteplici azioni anche lo sblocco del diaframma favorendo la ripresa del benessere. Il Tuina è infatti un’ottima disciplina che consente di recuperare consapevolezza e propriocezione sul respiro, e non solo! 

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