“Aprile, dolce dormire”.
La tradizione popolare dei proverbi ci racconta sempre di antiche verità, di esperienze comuni e condivisibili. Ricordo che questo proverbio legato all’arrivo della primavera descriveva molto bene quella letargia e voglia di riposo che spesso caratterizzava i miei anni al liceo. Un improvviso senso di stanchezza, vero e proprio sonno che mi colpiva il pomeriggio. Non importava che fuori ci fosse il sole, che le temperature si alzassero, che la natura si fosse risvegliata e lo manifestasse, quasi rumorosamente, all’esterno: aprile, per me, era spesso e volentieri un mese di dolce dormire, ed il cambio dell’ora non era certo un aiuto per la mia stanchezza.
Il passaggio da una stagione all’altra rappresenta un momento topico non soltanto per la natura ma anche per noi esseri umani, che, non dimentichiamolo, facciamo parte di essa e da sempre ne seguiamo i ritmi proprio come ogni essere vivente. In questi momenti dunque anche il nostro organismo è sottoposto ad un cambiamento interno che ovviamente richiede una certa quantità di energia, è un dato di fatto condiviso non soltanto dalle discipline bio naturali quanto dalla comunità medica-scientifica. Proprio come la primavera o l’inverno non arrivano da un giorno all’altro, così anche il nostro corpo ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti stagionali.
Secondo la visione taoista in questi momenti avviene un cambio qualitativo di energia molto forte in cui il nostro organismo è sottoposto ad un certo stress, e se le nostre stesse energie non sono sufficienti sono proprio questi i periodi in cui la nostra salute è messa più alla prova.

La medicina tradizionale cinese, da sempre osservatrice e rispettosa dei ritmi della natura, individua per ogni stagione un movimento energetico specifico le cui caratteristiche sono le medesime che si manifestano nel nostro organismo o alle quale dovremmo rifarci. Per quanto riguarda la primavera dunque, siamo in una fase di grande e profondo risveglio: le ore di luce si allungano, le temperature si fanno più miti e calde, le piante iniziano a germogliare e a far sbocciare i loro fiori e gli animali si risvegliano dal letargo. Dalla quiete invernale dove l’energia yin era al suo massimo, ecco che assistiamo alla crescita della sua energia opposta ma complementare: lo yang, che adesso dal profondo spinge verso l’alto con un moto dirompente.
Ma perché allora ci capita di sentirci assonnati, giù di tono e demotivati? Proprio quando, invece, la natura intorno ci parla di tutto il contrario: vitalità, dinamicità, ripartenza di un ciclo…
Secondo la medicina tradizionale cinese la causa è dovuta molto spesso ad un mancato o inadeguato riposo durante l’inverno. In generale, quando alcuni disturbi insorgono sempre con una nuova stagione, in mtc (medicina tradizionale cinese) si deve sempre ricercare l’origine nella stagione che l’ha preceduta. L’inverno dovrebbe essere caratterizzato in natura, e quindi anche per noi esseri umani, dal riposo, da un basso dispendio energetico e da una giusta alimentazione che vada a riscaldare e nutrire le nostre energie. Avendo fatto scorta in questi mesi, posso essere pronta ad affrontare la primavera con la giusta vitalità, ma senza esagerare perché sarà l’estate il momento dove le mie energie saranno al massimo e quindi potrò faticare di più. Se ci pensiamo la nostra società, stravolgendo completamente questi ritmi, va in tutt’altra direzione: le ferie, le vacanze, arrivano d’estate spingendoci a muoverci anche meno, le attività riprendono in autunno andando avanti per tutto l’inverno, dove consumiamo energia fisica e mentale, e spesso e volentieri arriviamo impreparati alla primavera che oltre alla stanchezza può portare con sé tutta una serie di disturbi tipici (nervosismo, allergie, mal di testa etc.).
Se in questo periodo dell’anno invece mi sento attiva, frizzante, magari con voglia di progettare e cambiare, è perché il mio Qi (energia) è abbastanza e risente positivamente di questa spinta energetica e dinamizzante portata dallo yang della primavera! Ma se il Qi non è sufficiente, rischiamo di disperdere quel poco che ci avanza da un inverno frenetico ed estenuante.
Il massaggio Tuina dunque, come le altre discipline della medicina tradizionale cinese, può realmente venirci incontro qualora arrivassimo esausti alla primavera.

Attraverso i trattamenti possiamo recuperare eventuali deficit energetici o ristabilire il corretto scorrimento energetico laddove siano presenti ristagni e blocchi del qi, e tornare in sintonia con i ritmi stagionali. Gli effetti benèfici del Tuina possono perdurare a lungo con un lavoro più continuativo nel tempo, ma anche subito dopo un singolo trattamento potremmo già ascoltare cambiamenti e giovamento nel nostro corpo, accompagnati da un senso di leggerezza e chiarezza mentale ed emotiva.

